L’Oppidum di Enserune è situato su una collina boscosa e domina lo stagno di Montady. E’ stato occupato dalla fine del secolo VI avanti Cristo al secolo I dopo Cristo.
Il sito viene scoperto all’inizio del secolo XX e importanti scavi hanno permesso di portare alla luce gran parte dell’habitat.
La prima fase d’occupazione s’estende dalle fine del secolo VI a.C. alla fine del secolo V a.C.
Le case sono sparse sulla parte superiore della collina.
Le case di quell’epoca sono tipiche dell’habitat indigeno : pianta rettangolare a stanza unica.
I muri sono di intonaco coperti di rami e d’argilla, di terra il pavimento.
Hanno ritrovato solo le fondamenta scavate nella roccia e i fori dei pali. Sili sono scavati nella roccia per conservare i cereali.
Il materiale archeologico ritrovato è soprattutto ceramica non tornita, fatta sul sito e qualche frammento di ceramica etrusca, punica e greca che indica contatti con il mondo mediterraneo.
La seconda fase d’occupazione, meglio documentata, s’estende dalle fine del secolo V a.C. alla fine del secolo III a.C.
L’habitat è situato nelle stesse zone.
Le case sono costruite in pietra e sono organizzate lungo le vie per formare rioni.
Una muraglia di pietre grosse circonda il sito.
Dal secolo IV un piano regolatore si abbozza nettamente con ripartizione delle case in isolati organizzati a scacchi.
I sili vengono sostituiti a poco a poco da « dolia » sotterrati nel suolo.
Le relazioni commerciali con il mondo mediterraneo e la Gallia continentale s’intensificano.
Da quell’epoca data la necropoli costituita da oltre cinquecento tombe di incinerazione.
La terza fase d’occupazione s’estende dalle fine del secolo III a.C. all’inizio del secolo I d.C.
La città si sviluppa sui pendii della collina oltre la muraglia del secolo IV a.C. Una seconda muraglia viene costruita intorno alla nuova città.
Le abitazioni sono più grandi e s’inspirano alle case romane intorno ad un atrio con affreschi sulle pareti e mosaici sul pavimento.
Cisterne stagne sono costruite secondo i metodi romani.
Le importazioni di ceramiche dall’Italia sono abbondanti. Le monete usate per gli scambi commerciali portano caratteri iberici.
Questa lingua sarà utilizzata anche dopo la conquista romana.
Il sito sarà poi abbandonato a poco a poco per un habitat di pianura che offre condizioni di vita più gradevoli.
Michèle Estada